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L’efficacia della nuova maschera buccale distanziatrice nell’aerosolterapia pediatrica

Mercoledì, 14 giugno 2006

STUDIO ACCETTATO E PRESENTATO AL XXV CONGRESSO EAACI (European Academy of Allergology and Clinical Immunology) - Vienna, 10-14 Giugno 2006

L’efficacia della nuova maschera buccale distanziatrice nell’aerosolterapia pediatrica

AUTORI

Luigi Di Berardino (Allergologo Pediatra, Milano); Hasan Yüksel (Celal Bayar University, Dip. Di Allergia Pediatrica, Turchia); Zeynep Burak, Diydem Yüksel (Ege University, Dip. Di Medicina Nucleare, Turchia)

PREMESSA

L’aerosolterapia è una metodica ormai in uso da oltre cinquant’anni ed è una terapia elettiva nella cura delle patologie respiratorie. Sebbene sia applicata con sistemi e mezzi diversi, i device impiegati per l’erogazione di steroidi e broncodilatatori possono essere tutti considerati egualmente efficaci.

Lo scopo di questo studio è di mettere a confronto la terapia aerosolica eseguita con la maschera tradizionale e quella effettuata utilizzando una nuova maschera buccale distanziatrice (Nebula, Markos Mefar SpA).

METODO

Sono stati coinvolti sei adulti sani e quindi senza evidente patologia respiratoria.

In una prima fase, è stata utilizzata una maschera convenzionale mentre, una settimana dopo, si è eseguito il test con l’impiego della maschera buccale distanziatrice.

Ai volontari, sottoposti a trattamento aerosolico della durata di un minuto con un pattern respiratorio a volume corrente spontaneo, è stata somministrata una dose di 2ml di soluzione salina con 20 Mci di tracciante 99mTc- DTPA –Acido dietilene-triamino-pantacetico (Amersham).

Inizialmente , è stata utilizzata una serie di immagini scintigrafiche anteriori/posteriori per determinare la deposizione del nebulizzato nell’orofaringe e nei polmoni.

Dato che la durata dello studio era di soli 12 minuti, non si è reso necessario calcolare l’emivita del Tc-99m.

RISULTATO

Come mostrato nelle immagini, la nuova maschera distanziatrice riduce il deposito orofaringeo (432 ± 158 vs 370 ± 37 cpm, p < 0.05) aumentando la deposizione polmonare periferica del nebulizzato (690 ± 120 vs 965 ± 89 cpm p <0.001).

CONCLUSIONI

Tale risultato è da intendersi in conferma dell’efficacia di questa nuova maschera distanziatrice nella terapia aerosolica di breve durata.

L’effetto riscontrato è probabilmente dovuto alla velocità del flusso di nebulizzazione (1,2 ± 0,2 vs 0,4 ± 0,1 m/sec) così come dichiarato dai produttori.

Precedentemente, l’efficacia degli MDI era migliorata dall’uso con uno spaziatore. Oggi, questa nuova maschera e le più recenti conoscenze dell’efficacia della terapia breve, permettono di proporre l’utilizzo della maschera buccale distanziatrice in luogo del vecchio spaziatore.

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